Quando si guarda un film su una piattaforma in abbonamento, il video che arriva al dispositivo è cifrato. Il lettore può decifrarlo solo dopo aver ottenuto una licenza da un server, e solo all'interno di un ambiente controllato. Questo insieme di tecnologie va sotto il nome di DRM (Digital Rights Management). Capire come funziona è utile a chi sviluppa servizi video, a chi deve scegliere una piattaforma per distribuire corsi o contenuti a pagamento, e a chi vuole semplicemente sapere perché un video si vede su un dispositivo e non su un altro.
Cifratura e DRM non sono la stessa cosa
Conviene distinguere due livelli.
- Cifratura semplice: i segmenti video sono cifrati con una chiave, e il lettore la scarica da un indirizzo. HLS, per esempio, prevede la cifratura AES-128 dei segmenti. Protegge il contenuto durante il trasporto, ma chi ottiene la chiave può decifrare tutto.
- DRM: la chiave non viene mai consegnata in chiaro all'applicazione. È rilasciata dentro una licenza che solo un modulo protetto del dispositivo può aprire, con regole su durata, risoluzione consentita e dispositivi autorizzati.
I sistemi principali
| Sistema | Sviluppatore | Dove si trova |
|---|---|---|
| Widevine | Chrome, Firefox, Android, molti smart TV | |
| FairPlay | Apple | Safari, iOS, iPadOS, macOS, Apple TV |
| PlayReady | Microsoft | Edge, Windows, Xbox, molti smart TV |
Nessun sistema copre da solo tutti i dispositivi. Per questo un servizio che vuole raggiungere tutti deve supportarne almeno due o tre.
La cifratura comune: CENC
Cifrare lo stesso video tre volte, una per ogni sistema, sarebbe costoso. Lo standard Common Encryption (CENC) definisce un modo comune di cifrare file MP4 frammentati: il contenuto viene cifrato una sola volta e ogni sistema DRM fornisce la propria licenza per la stessa chiave. Esistono due schemi principali, cenc (AES in modalità CTR) e cbcs (AES in modalità CBC con cifratura parziale a schema); quest'ultimo è quello supportato anche da FairPlay e permette, insieme al formato CMAF, di servire tutti i dispositivi con un unico set di segmenti.
Il percorso di una riproduzione
- Il lettore scarica il manifest, che indica che il contenuto è cifrato e con quali sistemi.
- Il lettore individua quale sistema DRM è disponibile sul dispositivo.
- Il modulo DRM genera una richiesta di licenza, che contiene informazioni sul dispositivo.
- La richiesta arriva al server di licenze, di norma passando per il servizio dell'editore, che verifica se l'utente ha diritto a vedere il contenuto.
- Il server restituisce una licenza con la chiave cifrata e le regole d'uso.
- Il modulo DRM decifra i segmenti e li passa al decoder, idealmente senza che il video in chiaro sia mai accessibile al resto del sistema.
EME: il DRM nei browser
Nei browser il collegamento tra la pagina web e il modulo DRM avviene tramite le Encrypted Media Extensions (EME), un'interfaccia standardizzata dal W3C. Il codice JavaScript del lettore non vede mai le chiavi: si limita a passare messaggi tra il modulo, chiamato CDM (Content Decryption Module), e il server di licenze.
Livelli di sicurezza
I sistemi DRM distinguono livelli di protezione. Nel caso di Widevine:
- L1: decifratura e decodifica avvengono in un ambiente di esecuzione protetto dell'hardware;
- L3: tutto avviene via software, con protezione minore.
Molti servizi consentono le risoluzioni più alte solo con i livelli più sicuri. È per questo che lo stesso abbonamento può offrire il 4K sul televisore ma una risoluzione inferiore in un browser sul computer.
HDCP: l'ultimo tratto
Il DRM protegge il video fino al dispositivo. Il tratto finale, il cavo tra il lettore e lo schermo, è protetto da HDCP. Se un televisore, un proiettore o uno splitter non supportano la versione di HDCP richiesta, il contenuto può essere mostrato con risoluzione ridotta o non essere mostrato affatto.
Cosa significa per chi pubblica contenuti
Per chi distribuisce corsi, conferenze o video riservati, il DRM completo non è sempre necessario. Le opzioni vanno da semplici a complesse:
- link firmati con scadenza sulla CDN, che impediscono la condivisione dell'indirizzo;
- cifratura AES dei segmenti con chiavi distribuite solo agli utenti autenticati;
- watermark visibile o invisibile con l'identificativo dell'utente, che scoraggia la redistribuzione;
- DRM multi-sistema tramite un fornitore di servizi di licenza.
Il DRM aumenta costi e complessità e può creare problemi di compatibilità, per esempio con browser poco diffusi o dispositivi datati. Va scelto in base al valore effettivo dei contenuti e ai requisiti contrattuali, non per abitudine.
I limiti
Nessun DRM è inviolabile: il video deve essere mostrato, e ciò che si vede può essere ripreso. Il DRM alza il costo e la difficoltà della copia, rende tracciabile la fonte e soddisfa i requisiti dei detentori dei diritti, ma non è una garanzia assoluta.
In sintesi
- La cifratura protegge il trasporto; il DRM controlla anche chiave, dispositivo e regole d'uso.
- Widevine, FairPlay e PlayReady coprono ecosistemi diversi: servono più sistemi.
- CENC e CMAF permettono di cifrare una sola volta per tutti i sistemi.
- Nei browser il DRM passa per EME e un modulo CDM.
- Per molti contenuti bastano link firmati, cifratura e watermark.