Scegliere un codec video significa bilanciare quattro fattori: efficienza di compressione, compatibilità con i dispositivi, costo computazionale della codifica e condizioni di licenza. Nessun codec vince su tutti i fronti, ed è per questo che nel mondo reale convivono tutti e quattro.
H.264 / AVC: lo standard universale
H.264 è stato standardizzato all'inizio degli anni Duemila ed è ancora oggi il codec più compatibile in assoluto. Lo decodificano in hardware praticamente tutti gli smartphone, i televisori, i browser e i computer degli ultimi quindici anni.
Pregi: - compatibilità quasi totale; - codifica veloce, anche in tempo reale su hardware modesto; - encoder software maturi e ben ottimizzati, come x264.
Difetti: - a parità di qualità produce file più grandi dei successori; - è coperto da brevetti gestiti tramite pool di licenze.
È la scelta giusta quando il video deve funzionare ovunque senza sorprese.
H.265 / HEVC: più efficiente, più complicato
HEVC è il successore diretto di H.264. Introduce blocchi di codifica più grandi e flessibili e strumenti di predizione più raffinati, ottenendo a parità di qualità percepita un risparmio di bitrate significativo, spesso indicato intorno al 40-50% in condizioni favorevoli.
Pregi: - molto efficiente, soprattutto ad alta risoluzione; - ampio supporto hardware su dispositivi recenti; - usato largamente per 4K e HDR su dischi, televisori e piattaforme.
Difetti: - licenze frammentate tra più pool, che ne hanno frenato l'adozione nei browser; - codifica software sensibilmente più lenta di H.264.
È molto diffuso nei dispositivi di consumo e nelle registrazioni degli smartphone, meno sul web aperto.
VP9: l'alternativa di Google
VP9 è stato sviluppato da Google come codec senza royalty. Ha un'efficienza paragonabile a HEVC ed è stato adottato in modo massiccio da YouTube.
Pregi: - nessun costo di licenza dichiarato; - buon supporto nei browser basati su Chromium e in Firefox; - decodifica hardware presente su molti dispositivi Android e smart TV.
Difetti: - supporto storicamente più debole nell'ecosistema Apple; - encoder di riferimento lento, con un rapporto qualità-tempo meno favorevole di x265.
AV1: il codec aperto di nuova generazione
AV1 è stato sviluppato dalla Alliance for Open Media, un consorzio che comprende grandi aziende tecnologiche e di streaming. È progettato per essere libero da royalty e più efficiente di HEVC e VP9.
Pregi: - efficienza superiore a HEVC e VP9 nella maggior parte dei test pubblici; - modello di licenza aperto; - supporto in tutti i browser principali e decodifica hardware nelle generazioni più recenti di GPU, smartphone e televisori.
Difetti: - codifica software molto lenta con le impostazioni di massima qualità; - i dispositivi più vecchi non hanno decodifica hardware e devono affidarsi al software, con consumo di batteria più alto.
Encoder come SVT-AV1 hanno reso la codifica molto più praticabile rispetto agli inizi, offrendo preset che scambiano velocità e qualità in modo graduale.
Tabella di confronto
| H.264 | HEVC | VP9 | AV1 | |
|---|---|---|---|---|
| Efficienza | base | alta | alta | molto alta |
| Compatibilità | universale | ampia, debole su web | buona sul web | in crescita |
| Velocità di codifica | alta | media | bassa | bassa-media |
| Licenza | brevetti in pool | brevetti in più pool | senza royalty | senza royalty |
I valori sono indicativi: la differenza reale dipende dall'encoder, dalle impostazioni e dal tipo di contenuto.
Il tipo di contenuto conta
L'efficienza di un codec non è un numero fisso. Su un video statico, come una lezione con una slide e un relatore, tutti i codec ottengono file piccoli e la differenza assoluta in megabyte è modesta. Su contenuti difficili, come sport, acqua in movimento, coriandoli o grana di pellicola, i codec più moderni mostrano il loro vantaggio, perché dispongono di strumenti migliori per descrivere il movimento complesso e, nel caso di AV1, anche di una sintesi della grana che evita di codificarla pixel per pixel.
Come scegliere in pratica
- Video da inviare a chiunque, senza sapere su cosa verrà aperto: H.264.
- Archivio personale di registrazioni 4K da guardare sul televisore di casa: HEVC, se il televisore lo supporta.
- Video pubblicato sul proprio sito con attenzione al consumo di banda: AV1 con una versione H.264 di riserva.
- Piattaforma con grandi volumi di visualizzazioni: più codec in parallelo, servendo a ogni dispositivo il migliore che sa decodificare.
L'ultimo punto è quello che fanno i grandi servizi di streaming: codificano lo stesso contenuto più volte e il lettore sceglie la variante adatta. Il costo di codifica aggiuntivo si ripaga con la banda risparmiata su milioni di riproduzioni.
Un errore frequente
Ricodificare un file H.264 in HEVC o AV1 «per risparmiare spazio» non migliora mai la qualità: la ricodifica parte da un file già compresso e ne eredita i difetti, aggiungendone di nuovi. Ha senso solo se lo spazio è davvero un problema e si accetta una piccola perdita. Quando possibile, conviene sempre codificare partendo dal master originale.
In sintesi
- H.264 garantisce la massima compatibilità ed è veloce da codificare.
- HEVC è efficiente e diffuso sui dispositivi, ma ha licenze complesse.
- VP9 e AV1 sono senza royalty; AV1 è il più efficiente ma il più lento da codificare.
- Il vantaggio dei codec moderni cresce con contenuti complessi e risoluzioni alte.
- Codificate sempre dal master, non da un file già compresso.