Il frame rate, cioè il numero di fotogrammi al secondo, è una delle prime impostazioni da scegliere prima di una ripresa e una delle più difficili da correggere dopo. A differenza della risoluzione, che si può ridurre con buoni risultati, cambiare il frame rate di un video già girato introduce quasi sempre scatti, duplicazioni o immagini artificiali. Conviene quindi capire da dove vengono i valori più comuni e quale scegliere a seconda della destinazione.
Da dove vengono i numeri
24 fps: il cinema
Il cinema sonoro si è stabilizzato su 24 fotogrammi al secondo, un compromesso tra fluidità percepita e costo della pellicola. Da allora 24 fps è associato all'aspetto «cinematografico»: un movimento leggermente frammentato, con una scia di sfocatura che l'occhio associa ai film.
25 e 50: l'Europa
La televisione analogica europea, con il sistema PAL e la rete elettrica a 50 Hz, ha adottato 50 semiquadri al secondo, che corrispondono a 25 fotogrammi interi. In Italia e in gran parte dell'Europa i formati televisivi sono ancora oggi basati su 25 e 50 fps.
30, 60 e i numeri strani
Negli Stati Uniti e in Giappone la rete elettrica è a 60 Hz e lo standard NTSC lavorava a 30 fotogrammi al secondo. Con l'introduzione del colore la frequenza è stata ridotta leggermente, per ragioni di compatibilità del segnale, a 30/1,001, cioè circa 29,97 fps. Da qui derivano anche 23,976 e 59,94, che sono 24 e 60 divisi per 1,001.
| Valore | Origine | Uso tipico oggi |
|---|---|---|
| 23,976 / 24 | cinema e sua conversione NTSC | film, serie, contenuti narrativi |
| 25 | PAL europeo | TV europea, video web in Europa |
| 29,97 / 30 | NTSC | TV nordamericana, molti smartphone |
| 50 | PAL ad alta fluidità | sport, diretta TV europea |
| 59,94 / 60 | NTSC ad alta fluidità | sport, videogiochi, schermate |
L'otturatore conta quanto i fotogrammi
L'aspetto del movimento non dipende solo dal frame rate, ma anche dal tempo di esposizione di ogni fotogramma. La regola tradizionale, detta «dell'otturatore a 180 gradi», suggerisce un tempo pari a circa metà della durata di un fotogramma: 1/50 di secondo a 25 fps, 1/48 o 1/50 a 24 fps, 1/120 a 60 fps.
- Con un tempo più breve ogni fotogramma è nitido ma il movimento appare a scatti, un effetto tipico delle scene d'azione o dei video girati in pieno sole senza filtri ND.
- Con un tempo più lungo il movimento diventa morbido e sfumato, fino a sembrare impastato.
Lo sfarfallio delle luci
Le luci alimentate dalla rete, soprattutto LED economici e neon, pulsano a una frequenza legata alla rete elettrica. In Europa, con rete a 50 Hz, riprendere a 30 o 60 fps con tempi di esposizione non multipli può produrre bande scure che scorrono sull'immagine. Per questo in Italia è più sicuro girare a 25 o 50 fps con tempi di 1/50 o 1/100, a meno di non controllare completamente l'illuminazione.
Quale frame rate scegliere
- Video narrativo, interviste, documentari: 24 o 25 fps.
- Contenuti destinati a televisioni europee: 25 o 50 fps.
- Sport, movimento rapido, videogiochi, tutorial con scorrimento dello schermo: 50 o 60 fps.
- Rallentatori: riprendere a 100, 120 o più e riprodurre a 25 o 24 fps, ottenendo un rallentamento di quattro o cinque volte.
La cosa più importante è la coerenza: tutte le riprese dello stesso progetto dovrebbero avere lo stesso frame rate, o un multiplo esatto, come 25 e 50.
Conversioni tra frame rate
Mescolare cadenze diverse è la causa principale di movimenti irregolari. Le tecniche possibili sono:
- duplicazione o eliminazione di fotogrammi: semplice, ma produce un movimento a strappi regolari, ben visibile nelle panoramiche;
- fusione di fotogrammi: i fotogrammi vicini vengono mescolati, con un effetto di doppia immagine;
- interpolazione con stima del movimento: il software crea fotogrammi intermedi; funziona bene su movimenti semplici, ma genera artefatti su bordi complessi e oggetti che si sovrappongono;
- cambio di velocità: un film a 24 fps viene riprodotto a 25, accelerando tutto del 4% circa; è il metodo storicamente usato per i film in TV in Europa, che richiede anche di correggere l'intonazione dell'audio.
Con FFmpeg una conversione semplice si fa con il filtro fps, mentre l'interpolazione è disponibile con il filtro minterpolate, che però è lento e va provato su un estratto.
Gli smartphone e il frame rate variabile
Molti smartphone registrano con frame rate variabile: in condizioni di poca luce rallentano la cadenza per esporre più a lungo. Alcuni programmi di montaggio gestiscono male questi file, con audio che perde il sincrono. Convertire prima il file a un frame rate costante, oppure impostare il telefono su un valore fisso, evita il problema.
In sintesi
- 24 fps viene dal cinema, 25 e 50 dalla TV europea, 29,97 e 59,94 dall'NTSC.
- Il tempo di esposizione influisce sull'aspetto del movimento quanto il frame rate.
- In Europa 25 o 50 fps riducono lo sfarfallio delle luci di rete.
- Mantenete lo stesso frame rate in tutto il progetto.
- Convertite i file a frame rate variabile prima del montaggio.