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Spazi colore: sRGB, Adobe RGB, Display P3 e Rec. 2020 a confronto

Cosa distingue sRGB, Adobe RGB, Display P3, Rec. 2020 e ProPhoto: gamut, punto di bianco, curve di trasferimento e quale spazio scegliere per ogni lavoro.

Due file possono contenere gli stessi numeri RGB e mostrare colori diversi, se i numeri sono riferiti a spazi colore diversi. Lo spazio colore è il "vocabolario" che dà significato ai valori dei pixel. Sceglierlo male porta a foto spente sul web, stampe con colori strani o sfumature che si rompono durante l'elaborazione. Vediamo gli spazi più diffusi e come orientarsi.

Cosa definisce uno spazio colore

Uno spazio RGB è descritto da tre elementi:

  1. Primari: la posizione esatta del rosso, del verde e del blu su un diagramma di cromaticità. Il triangolo che formano è il gamut.
  2. Punto di bianco: il colore che si ottiene con i tre canali al massimo. Il più comune è D65, che rappresenta una luce diurna media; altri spazi usano D50, più caldo, tipico dell'ambito grafico e di stampa.
  3. Curva di trasferimento: la funzione che lega il valore numerico all'intensità luminosa (spesso chiamata impropriamente "gamma").

Cambiando uno solo di questi elementi si ottiene uno spazio diverso, e le stesse terne di numeri corrispondono a colori diversi.

I principali spazi RGB

Spazio Gamut Bianco Uso tipico
sRGB ridotto, il riferimento comune D65 web, la maggior parte degli schermi, condivisione
Display P3 più ampio, soprattutto su rossi e verdi D65 schermi moderni di telefoni e computer
Adobe RGB (1998) più ampio, soprattutto su verdi e ciani D65 fotografia destinata alla stampa
Rec. 2020 molto ampio D65 video ad altissima definizione e HDR
ProPhoto RGB enorme, include colori non visibili D50 archiviazione ed elaborazione fotografica

sRGB

È lo standard nato a metà anni Novanta per uniformare monitor, sistemi operativi e web. Il suo gamut è modesto, ma ha un enorme vantaggio: è l'ipotesi predefinita. Un'immagine senza profilo viene trattata quasi ovunque come sRGB. Per qualunque contenuto destinato a un pubblico sconosciuto, è la scelta più sicura.

Display P3

Usa i primari dello standard cinematografico DCI-P3, ma con bianco D65 e la stessa curva di sRGB. Molti telefoni, tablet e portatili recenti coprono gran parte di questo spazio. Le foto scattate da questi dispositivi sono spesso salvate in P3: rossi e verdi più intensi che, su uno schermo sRGB, vengono compressi.

Adobe RGB

Estende il gamut soprattutto verso verdi e ciani, una zona in cui gli inchiostri delle stampanti fotografiche di qualità riescono ad arrivare oltre sRGB. Per questo è stato a lungo lo spazio preferito di chi stampa. Il rovescio della medaglia: se un'immagine Adobe RGB viene mostrata come se fosse sRGB, appare spenta e desaturata.

Rec. 2020 e ProPhoto RGB

Rec. 2020 nasce per la televisione di nuova generazione e ha primari molto saturi; pochi schermi lo coprono interamente. ProPhoto RGB è ancora più grande e include colori "immaginari", cioè combinazioni che l'occhio non può vedere. Serve come spazio di lavoro, per non perdere nulla durante l'elaborazione di file RAW, non come formato di consegna.

Gamut ampio e profondità di bit

Uno spazio più ampio distribuisce gli stessi livelli numerici su una gamma di colori più grande, quindi i "gradini" tra un colore e l'altro sono più lunghi. Con 8 bit per canale, uno spazio molto ampio come ProPhoto può produrre banding (strisce visibili) nelle sfumature del cielo. Regola pratica:

  • sRGB e Display P3: 8 bit sono di solito sufficienti per la consegna;
  • Adobe RGB: 8 bit accettabili, 16 consigliati durante l'elaborazione;
  • ProPhoto RGB: usatelo solo a 16 bit.

Quale spazio scegliere

Una strategia che funziona nella maggior parte dei casi:

  1. Scatto e sviluppo: lavorate i file RAW in uno spazio ampio a 16 bit, così non tagliate colori prima del necessario.
  2. Ritocco: restate nello spazio di lavoro ampio.
  3. Consegna web e social: esportate in sRGB, oppure in Display P3 solo se sapete che il pubblico userà schermi compatibili e software con gestione del colore.
  4. Stampa: consegnate nello spazio richiesto dal laboratorio o lasciate che sia la conversione con il suo profilo a gestire il passaggio.
  5. Archivio: conservate il master a 16 bit nello spazio ampio, insieme alle esportazioni.

Errori comuni

  • Profilo rimosso all'esportazione: alcuni strumenti di compressione eliminano i metadati, compreso il profilo colore. Un'immagine P3 senza profilo viene letta come sRGB e i colori cambiano.
  • Assegnare invece di convertire: assegnare un profilo cambia l'interpretazione dei numeri (e quindi i colori visibili); convertire cambia i numeri per mantenere i colori. Sono operazioni opposte, e confonderle è l'errore più frequente che vedo nei file ricevuti.
  • Giudicare su uno schermo non calibrato: un monitor con un gamut ampio ma non profilato mostra i file sRGB ipersaturi.

In sintesi

  • Uno spazio colore è definito da primari, punto di bianco e curva di trasferimento.
  • sRGB è il riferimento predefinito: è la scelta sicura per web e condivisione.
  • Display P3 e Adobe RGB ampliano il gamut in direzioni diverse; Rec. 2020 e ProPhoto ancora di più.
  • Spazi ampi richiedono più bit per evitare il banding.
  • Assegnare un profilo e convertire in un profilo sono operazioni diverse: non confondetele.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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