Una voce registrata in una stanza trattata è asciutta, vicina, quasi innaturale. Nella vita reale ogni suono è accompagnato da riflessioni che ci dicono dove ci troviamo: una cattedrale, un bagno piastrellato, un salotto. Riverbero e delay sono gli strumenti che ricreano questo spazio in modo controllato. Usati bene danno profondità; usati male allontanano e confondono.
Il delay: una copia nel tempo
Il delay è il più semplice degli effetti di tempo: riproduce una copia del segnale dopo un certo intervallo. I parametri essenziali sono:
- Tempo: l'intervallo tra il suono e la sua ripetizione, in millisecondi o in note musicali sincronizzate al tempo del brano.
- Feedback: quanta parte dell'uscita viene rimandata all'ingresso. Con feedback a zero si ha una sola ripetizione; aumentandolo si ottengono ripetizioni multiple che decadono.
- Mix: il rapporto tra segnale originale e ripetizioni.
- Filtri: molti delay attenuano bassi e acuti delle ripetizioni, che così restano sullo sfondo.
Tempi e percezione
| Tempo | Effetto percepito |
|---|---|
| Sotto 30 ms circa | Le copie si fondono col suono: ispessimento, colorazione |
| 60-120 ms | Eco breve, tipico «slapback» |
| Sopra 200 ms | Ripetizioni distinte, eco ritmica |
Per calcolare un delay a tempo con il brano: 60.000 diviso i BPM dà la durata di una semiminima in millisecondi. A 120 BPM, una semiminima dura 500 ms e una croma 250 ms.
Il riverbero: migliaia di riflessioni
Il riverbero è la somma di moltissime riflessioni così ravvicinate da non essere percepite singolarmente. Si divide in tre fasi:
- Suono diretto: arriva per primo.
- Riflessioni precoci: le prime, distinguibili dal sistema, che danno informazioni sulle dimensioni e la forma dello spazio.
- Coda: la massa diffusa di riflessioni che decade gradualmente.
I parametri principali
- Pre-delay: il tempo tra il suono diretto e l'inizio del riverbero. Un pre-delay di 20-40 ms separa la voce dalla coda, mantenendola chiara anche con riverberi lunghi.
- Decay (o RT60): quanto impiega la coda a scendere di 60 dB. Pochi decimi di secondo per una stanza, diversi secondi per una chiesa.
- Dimensione: modifica la densità e i tempi delle riflessioni precoci.
- Damping: quanto rapidamente si attenuano gli acuti nella coda, come avviene in ambienti con superfici morbide.
- Filtri in uscita: tagliare i bassi del riverbero evita che il mix diventi fangoso.
Algoritmico o a convoluzione
I riverberi algoritmici generano le riflessioni con una rete di ritardi e filtri. Sono molto regolabili e leggeri sulla CPU, e possono creare spazi che non esistono.
I riverberi a convoluzione usano una risposta all'impulso, cioè la registrazione di come un ambiente reale risponde a un suono brevissimo. Il plug-in "applica" quell'ambiente al segnale. Il risultato è molto realistico, ma meno flessibile e più pesante da calcolare.
Inserto o mandata
Ci sono due modi per aggiungere un effetto di spazio:
- Inserto: l'effetto è sulla traccia stessa e si regola con il controllo mix. Semplice, ma ogni traccia avrebbe il proprio riverbero.
- Mandata ausiliaria: si crea una traccia di effetti con il riverbero impostato al 100% di segnale effettato, e ogni traccia vi invia una quantità regolabile di segnale.
La mandata è quasi sempre preferibile: un solo riverbero condiviso dà l'impressione che tutti gli strumenti siano nello stesso spazio, consuma meno risorse e permette di equalizzare o comprimere il riverbero separatamente.
Riverbero nel parlato e nei podcast
Nella voce parlata il riverbero va usato con grande prudenza. Una voce asciutta risulta più vicina e più intelligibile, soprattutto in cuffia. Due casi in cui ha senso:
- Uniformare voci registrate in ambienti diversi, con un riverbero di stanza molto corto e basso, quasi impercettibile.
- Segmenti narrativi o di sound design, dove lo spazio fa parte del racconto.
Nel mio lavoro, se un ascoltatore si accorge del riverbero su una voce parlata, di solito significa che è troppo.
In sintesi
- Il delay ripete il segnale dopo un tempo; feedback e filtri decidono come decadono le ripetizioni.
- Il riverbero è composto da riflessioni precoci e coda; il pre-delay mantiene chiara la voce.
- Gli algoritmici sono flessibili, quelli a convoluzione riproducono spazi reali.
- Le mandate ausiliarie creano uno spazio coerente e permettono di elaborare l'effetto a parte.
- Sulla voce parlata il riverbero va usato con molta moderazione.