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Proporzioni video: 16:9, 9:16, 1:1 ed esportare senza bande nere

Rapporto d'aspetto, pixel non quadrati, bande nere e ritagli: come preparare ed esportare lo stesso video in formato orizzontale, verticale e quadrato.

Lo stesso contenuto oggi deve spesso essere pubblicato in forme diverse: orizzontale per il sito e i lettori tradizionali, verticale per le storie e i video brevi, quadrato o 4:5 per alcuni feed. Se le proporzioni vengono gestite male compaiono bande nere inutili, volti tagliati, testi fuori dallo schermo o immagini deformate. Capire come funziona il rapporto d'aspetto e pianificare fin dalla ripresa permette di ottenere tutte le versioni senza sorprese.

Rapporto d'aspetto e risoluzione

Il rapporto d'aspetto è il rapporto tra larghezza e altezza dell'immagine. Le proporzioni più comuni:

Proporzione Esempio di risoluzione Uso tipico
16:9 1920×1080 televisione, web, lettori tradizionali
9:16 1080×1920 video verticali per smartphone
1:1 1080×1080 feed quadrati
4:5 1080×1350 feed verticali con meno ingombro
2,39:1 circa 1920×804 aspetto cinematografico panoramico
4:3 1440×1080 o 640×480 vecchia televisione, archivi

La risoluzione è il numero di pixel; la proporzione è la loro forma complessiva. Due video possono avere risoluzioni diverse e la stessa proporzione, come 1280×720 e 3840×2160, entrambi 16:9.

Pixel quadrati e non quadrati

Nel video moderno i pixel sono quasi sempre quadrati: la forma dell'immagine coincide con il rapporto tra il numero di pixel orizzontali e verticali. Nei formati più vecchi non era così. Un video DV europeo a 720×576 può essere visualizzato in 4:3 o in 16:9 a seconda del rapporto d'aspetto dei pixel dichiarato nel file. Se questa informazione si perde, le persone appaiono schiacciate o allungate.

I container memorizzano due valori utili:

  • SAR (sample aspect ratio): la forma del singolo pixel;
  • DAR (display aspect ratio): la proporzione con cui l'immagine va mostrata.

Quando si convertono vecchi materiali, conviene trasformarli in pixel quadrati con un ridimensionamento esplicito, così da evitare che un lettore li interpreti male.

Tre modi per adattare un video a un'altra proporzione

1. Bande nere (letterbox e pillarbox)

Si inserisce l'immagine intera nel nuovo formato e si riempie lo spazio rimanente con bande: sopra e sotto (letterbox) o ai lati (pillarbox). Non si perde nulla dell'inquadratura, ma su uno schermo verticale un video orizzontale diventa una piccola striscia al centro.

2. Ritaglio (crop)

Si taglia una porzione dell'immagine con la nuova proporzione. Il video riempie lo schermo, ma si perde una parte dell'inquadratura. Da un 16:9 in 1080p si può ricavare un 9:16 ritagliando una striscia centrale larga circa un terzo dell'immagine, con una perdita di risoluzione evidente se poi la si ingrandisce.

3. Riquadratura dinamica

Il ritaglio segue il soggetto, spostandosi nel tempo: per esempio, si inquadra chi parla quando cambia l'interlocutore. Molti programmi di montaggio offrono strumenti di riquadratura automatica, che vanno sempre controllati a mano.

Lo sfondo sfocato

Una variante delle bande nere riempie lo spazio vuoto con una copia ingrandita e sfocata dello stesso video. È più gradevole delle bande, ma non risolve il problema dell'immagine piccola.

Pianificare in ripresa

La soluzione migliore si decide prima di girare:

  • riprendere a risoluzione più alta di quella finale, per esempio in 4K per una consegna in 1080p, così da poter ritagliare senza perdere troppa definizione;
  • lasciare margine intorno al soggetto, in modo che un ritaglio verticale non tagli la testa o le mani;
  • tenere il soggetto vicino al centro se si sa che servirà anche la versione verticale;
  • usare le guide di inquadratura che molte fotocamere offrono per visualizzare l'area di un 9:16 dentro un 16:9.

Testi e grafiche

Le scritte vanno pensate per ogni formato. Un titolo posizionato vicino al bordo in un video orizzontale può sparire nel ritaglio verticale. Inoltre, le interfacce delle app coprono spesso la parte bassa e i lati dello schermo con pulsanti e didascalie: tenete i testi importanti in una zona di sicurezza centrale.

Esportare con FFmpeg

Ritaglio centrale da 1920×1080 a 9:16, ingrandito a 1080×1920:

ffmpeg -i orizzontale.mp4 -vf "crop=ih*9/16:ih,scale=1080:1920" -c:v libx264 -crf 20 -c:a copy verticale.mp4

Inserimento in 16:9 di un video verticale con bande laterali:

ffmpeg -i verticale.mp4 -vf "scale=-2:1080,pad=1920:1080:(ow-iw)/2:0" -c:v libx264 -crf 20 -c:a copy pillarbox.mp4

Il filtro setsar=1 dopo il ridimensionamento assicura che i pixel risultino dichiarati come quadrati.

Un flusso di lavoro ordinato

  1. Montate la versione principale nel formato in cui è stata pensata.
  2. Duplicate la sequenza per ogni formato aggiuntivo, impostando la nuova proporzione.
  3. Riposizionate le inquadrature e spostate i testi clip per clip.
  4. Esportate ogni versione con un nome che ne indichi la proporzione, per esempio promo_9x16.mp4.

In sintesi

  • Il rapporto d'aspetto è la forma dell'immagine, la risoluzione il numero di pixel.
  • Nei materiali vecchi verificate il rapporto dei pixel per evitare deformazioni.
  • Per cambiare formato si usano bande, ritaglio o riquadratura dinamica.
  • Riprendere a risoluzione più alta e con margine rende possibili più versioni.
  • Tenete i testi in una zona di sicurezza centrale.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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