Al momento dell'esportazione in un formato compresso, quasi ogni programma propone un menu con sigle come CBR, VBR e ABR e una serie di valori in kbps. Scegliere a caso porta a file troppo grandi o, peggio, a una qualità inferiore a quella possibile. Vediamo cosa cambia davvero tra le tre modalità e come orientarsi.
Cos'è il bitrate
Il bitrate è la quantità di dati usata per rappresentare un secondo di audio, espressa in kilobit al secondo (kbps). Moltiplicandolo per la durata si ottiene la dimensione del file:
dimensione (MB) ≈ kbps × secondi / 8 / 1000
Un episodio di 45 minuti (2.700 secondi) a 128 kbps occupa circa 128 × 2.700 / 8 / 1000 ≈ 43 MB. Lo stesso episodio a 64 kbps ne occupa circa 22.
CBR: bitrate costante
Con il CBR (Constant Bit Rate) il codificatore usa la stessa quantità di dati per ogni frammento di audio, che si tratti di silenzio o di un passaggio orchestrale denso.
Vantaggi: - dimensione del file perfettamente prevedibile; - massima compatibilità con lettori e sistemi datati; - calcolo della durata e posizionamento rapido (seek) più semplici in alcuni formati.
Svantaggi: - spreco di dati sui passaggi semplici; - possibili artefatti sui passaggi complessi, che avrebbero bisogno di più bit.
VBR: bitrate variabile
Con il VBR (Variable Bit Rate) si fissa un livello di qualità e il codificatore assegna i bit in base alla difficoltà del materiale: pochi sul silenzio e sui suoni semplici, molti sui transienti e sui suoni ricchi.
Vantaggi: - qualità più uniforme per tutto il brano; - a parità di qualità percepita, file spesso più piccoli del CBR.
Svantaggi: - dimensione finale non prevedibile con precisione; - in alcuni lettori molto vecchi la durata o il seek possono risultare imprecisi, soprattutto con l'MP3 se il file non contiene le informazioni d'intestazione corrette.
ABR: bitrate medio
L'ABR (Average Bit Rate) è un compromesso: il codificatore varia il bitrate come nel VBR ma cerca di rispettare una media prefissata. La dimensione è quasi prevedibile e la qualità migliore rispetto al CBR allo stesso valore.
Confronto
| Modalità | Si imposta | Dimensione | Qualità | Quando usarla |
|---|---|---|---|---|
| CBR | kbps fissi | Esatta | Variabile | Streaming a banda fissa, compatibilità massima |
| VBR | Livello di qualità | Imprevedibile | Uniforme | Archivi personali, musica |
| ABR | kbps medi | Quasi esatta | Buona | Quando serve un tetto di spazio |
Valori di partenza
I numeri seguenti sono punti di partenza ragionevoli, da verificare con l'ascolto:
- Parlato mono, podcast: con MP3 tra 64 e 96 kbps mono; con AAC si può scendere un po' a parità di qualità. Un podcast parlato non ha bisogno dello stereo, che raddoppierebbe i dati senza benefici.
- Parlato con musica di sottofondo: 96-128 kbps, eventualmente stereo se la musica è importante.
- Musica: con AAC o MP3, tra 192 e 256 kbps stereo, oppure un livello VBR alto.
- Comunicazione in tempo reale con Opus: valori molto più bassi bastano per una voce intelligibile e naturale.
Mono o stereo
Per una sola voce, il mono è quasi sempre la scelta corretta. Esportare in stereo un segnale mono significa codificare due canali identici; con la codifica congiunta il codificatore se ne accorge e spreca poco, ma resta comunque meno efficiente di un file mono a metà bitrate.
Errori comuni
- Esportare a bitrate altissimi per sicurezza: oltre una certa soglia la qualità non migliora più in modo percepibile e il file pesa solo di più.
- Ricomprimere a bitrate più alto: convertire un MP3 da 96 kbps a 320 kbps non recupera nulla.
- Usare la frequenza di campionamento sbagliata: alcuni codificatori, a bitrate bassi, ricampionano o tagliano gli acuti; è normale, ma conviene saperlo.
- Non ascoltare il risultato: i numeri aiutano, ma la verifica finale va fatta in cuffia sui passaggi difficili.
Nel mio lavoro, per i contenuti parlati, preferisco una modalità VBR con qualità medio-alta in mono e verifico sempre l'episodio su un lettore diverso da quello del computer, per escludere problemi di compatibilità.
In sintesi
- Il bitrate determina quanti dati servono per ogni secondo e quindi la dimensione del file.
- Il CBR è prevedibile e compatibile, il VBR offre qualità più uniforme, l'ABR sta nel mezzo.
- Per il parlato il mono a bitrate moderato è quasi sempre sufficiente.
- Aumentare il bitrate di un file già compresso non migliora la qualità.
- I valori consigliati sono punti di partenza: la verifica finale si fa ascoltando.