La lettera che segue la risoluzione, come in 1080i o 1080p, indica due modi molto diversi di costruire l'immagine. Oggi quasi tutto è progressivo, ma il video interlacciato è ancora presente nella televisione digitale, negli archivi delle emittenti e soprattutto nelle vecchie registrazioni di famiglia su VHS, Hi8 o MiniDV. Chi digitalizza o rielabora questi materiali incontra quasi sempre il caratteristico effetto a pettine sui bordi in movimento, e deve sapere come trattarlo.
Progressivo: un'immagine alla volta
Nel video progressivo (la «p») ogni fotogramma è un'immagine completa, con tutte le righe catturate nello stesso istante. È il modo in cui lavorano fotocamere moderne, smartphone, computer e piattaforme web. Un video 1080p a 25 fps mostra 25 immagini complete al secondo.
Interlacciato: due metà intrecciate
Nel video interlacciato (la «i») ogni fotogramma è composto da due semiquadri (field):
- il primo contiene le righe dispari;
- il secondo contiene le righe pari;
- i due semiquadri sono catturati in momenti diversi, a distanza di metà fotogramma.
Il sistema PAL trasmette 50 semiquadri al secondo, che formano 25 fotogrammi. La tecnica è nata con la televisione analogica, per ottenere un movimento fluido senza raddoppiare la banda necessaria: lo schermo a tubo catodico mostrava i semiquadri uno dopo l'altro e la persistenza dei fosfori e della visione li fondeva.
Perché si vede il pettine
Su uno schermo moderno, che mostra immagini progressive, i due semiquadri vengono visualizzati insieme. Se nella scena c'è movimento, le righe pari e dispari ritraggono l'oggetto in due posizioni diverse e il bordo appare frastagliato, come i denti di un pettine. Nelle scene statiche l'effetto non si nota affatto, ed è per questo che a volte passa inosservato finché non si guarda una panoramica.
Ordine dei semiquadri
Ogni sorgente interlacciata ha un ordine dei semiquadri:
- TFF (top field first): il semiquadro superiore viene prima; tipico di molte trasmissioni e di formati HD;
- BFF (bottom field first): il semiquadro inferiore viene prima; tipico del DV a definizione standard.
Se l'ordine viene interpretato al contrario, il movimento appare a scatti avanti e indietro, molto fastidioso. Strumenti come MediaInfo indicano l'ordine dichiarato, ma non sempre è affidabile: in caso di dubbio conviene provare entrambe le impostazioni su una scena con movimento.
Come si deinterlaccia
Deinterlacciare significa ricostruire immagini progressive partendo dai semiquadri. I metodi principali:
| Metodo | Come funziona | Risultato |
|---|---|---|
| fusione (blend) | mescola i due semiquadri | niente pettine ma immagini doppie nel movimento |
| scarto di un semiquadro | usa solo un semiquadro e raddoppia le righe | metà risoluzione verticale, scalettature |
| adattivo al movimento | interpola solo dove c'è movimento | buon compromesso |
| raddoppio del frame rate | trasforma ogni semiquadro in un fotogramma | movimento fluido identico all'originale |
Mantenere la fluidità
L'ultimo metodo è spesso il migliore per le registrazioni video «vere», come sport o filmati di famiglia: un video PAL a 50 semiquadri diventa un progressivo a 50 fotogrammi al secondo, conservando la fluidità del movimento originale. Ridurre a 25 fps significa invece buttare via metà delle informazioni temporali.
Con FFmpeg
Il filtro bwdif è un deinterlacciatore adattivo di buona qualità:
ffmpeg -i nastro.avi -vf "bwdif=mode=send_field" -c:v libx264 -crf 18 -c:a aac nastro_50p.mp4
L'opzione send_field produce un fotogramma per ogni semiquadro, quindi raddoppia il frame rate. Con mode=send_frame si ottiene invece lo stesso frame rate dell'originale. Esistono anche deinterlacciatori molto più lenti e sofisticati, come QTGMC, usati da chi restaura archivi.
Il caso del telecinema
Non tutto ciò che appare interlacciato lo è davvero. Un film a 24 fotogrammi trasmesso in un formato interlacciato può essere stato suddiviso in semiquadri senza movimento intermedio. In questo caso non va deinterlacciato ma ricomposto (inverse telecine o field matching): si riaccoppiano i semiquadri giusti e si recuperano i fotogrammi originali, senza perdita. Per il PAL spesso i due semiquadri appartengono allo stesso fotogramma, e il materiale è di fatto progressivo.
Digitalizzare cassette: consigli pratici
- Acquisite in formato interlacciato e senza ridimensionare: il deinterlacciamento va fatto dopo, con calma, sul file digitale.
- Non cambiate risoluzione durante l'acquisizione: la definizione standard va mantenuta, l'eventuale ingrandimento si fa alla fine.
- Conservate l'acquisizione grezza come master: i deinterlacciatori migliorano nel tempo, e potreste voler ripetere l'elaborazione.
- Controllate le proporzioni: i formati a definizione standard hanno pixel non quadrati, che vanno gestiti correttamente.
In sintesi
- Progressivo significa immagini complete; interlacciato significa due semiquadri catturati in momenti diversi.
- Il pettine compare quando i semiquadri vengono mostrati insieme durante il movimento.
- L'ordine dei semiquadri (TFF o BFF) va impostato correttamente.
- Raddoppiare il frame rate in deinterlacciamento conserva la fluidità originale.
- I film trasferiti in formato interlacciato vanno ricomposti, non deinterlacciati.