Il giudizio a occhio su un'immagine è influenzato da molte cose: la luminosità dello schermo, la luce della stanza, l'abitudine. L'istogramma è uno strumento oggettivo che mostra come sono distribuiti i toni, e livelli e curve sono gli strumenti che permettono di modificare quella distribuzione con precisione. Insieme costituiscono la base di qualunque correzione tonale seria.
Cosa mostra l'istogramma
L'istogramma è un grafico a barre. Sull'asse orizzontale ci sono i valori tonali, dal nero a sinistra al bianco a destra (0–255 in un'immagine a 8 bit). L'altezza di ogni barra indica quanti pixel hanno quel valore.
Non esiste un istogramma "giusto". Una foto di neve è naturalmente spostata a destra, una scena notturna a sinistra. L'istogramma non giudica l'immagine: la descrive. Le informazioni utili sono:
- dove inizia e dove finisce la distribuzione, cioè se l'immagine usa tutta la gamma tonale;
- se ci sono accumuli ai bordi, segno di dati tagliati;
- dove si concentra la maggior parte dei pixel.
Tre problemi che l'istogramma rivela
Alte luci bruciate
Un picco schiacciato contro il bordo destro indica molti pixel al valore massimo: in quelle zone non c'è più dettaglio, solo bianco. Una piccola quantità può essere accettabile (riflessi, lampadine), ma un picco ampio su un cielo o un vestito chiaro significa informazione persa.
Ombre chiuse
Lo stesso discorso vale a sinistra: un accumulo sul bordo indica ombre senza dettaglio. Sono spesso più tollerabili delle alte luci bruciate, perché l'occhio accetta ombre profonde come naturali.
Contrasto basso
Se la distribuzione occupa solo la parte centrale, lasciando vuoti a entrambi i lati, l'immagine appare velata, "lattiginosa". È tipico di foto attraverso un vetro, nella foschia o scansioni di stampe sbiadite.
Istogrammi per canale
Molti programmi mostrano anche gli istogrammi separati di rosso, verde e blu. Sono utili perché un canale può essere tagliato anche quando l'istogramma della luminosità sembra a posto: un tramonto rosso intenso, per esempio, può avere il canale rosso saturato e mostrare macchie piatte prive di dettaglio.
Lo strumento Livelli
Livelli offre tre cursori sotto l'istogramma:
- punto del nero: tutti i valori a sinistra del cursore diventano nero;
- punto del bianco: tutti i valori a destra diventano bianco;
- cursore centrale (gamma): sposta i toni medi, schiarendo o scurendo senza cambiare i due estremi.
Per correggere un'immagine poco contrastata si portano i cursori del nero e del bianco fino all'inizio e alla fine della distribuzione. Molti programmi permettono di tenere premuto un tasto durante lo spostamento per vedere in tempo reale quali pixel vengono tagliati: è il modo più sicuro per fermarsi al punto giusto.
Applicando livelli separatamente ai tre canali si corregge anche una dominante di colore: se un canale è spostato rispetto agli altri, riallinearne gli estremi neutralizza la dominante.
Lo strumento Curve
Curve è la generalizzazione dei livelli. Mostra una linea diagonale che collega valore di ingresso (asse orizzontale) e valore di uscita (asse verticale). Spostando punti della linea si rimappano i toni in modo arbitrario.
Alcune forme classiche:
| Forma della curva | Effetto |
|---|---|
| Punto centrale spostato in alto | schiarisce i toni medi |
| Punto centrale spostato in basso | scurisce i toni medi |
| Leggera "S" | aumenta il contrasto dei toni medi |
| "S" invertita | riduce il contrasto, ammorbidisce |
| Estremo sinistro alzato | ombre sbiadite, effetto "pellicola" |
| Estremo destro abbassato | bianchi spenti, nessun bianco puro |
Una regola da ricordare: dove la curva è più ripida, il contrasto aumenta; dove è più piatta, diminuisce. Una curva a S aumenta il contrasto dei toni medi a spese delle ombre e delle alte luci, che diventano più compresse. Non si può aumentare il contrasto ovunque: lo si sposta.
Un flusso di lavoro pratico
Nel mio lavoro seguo un ordine semplice:
- Osservo l'istogramma e quello dei singoli canali.
- Imposto nero e bianco con i livelli, senza tagliare dettagli importanti.
- Regolo i toni medi con il cursore centrale o con un punto sulla curva.
- Aggiungo contrasto con una curva a S leggera, se serve.
- Applico le correzioni come livelli di regolazione, non direttamente sui pixel, per poterle modificare in seguito.
- Lavoro a 16 bit quando le correzioni sono forti, per evitare un istogramma "a pettine" e il banding.
Attenzione ai limiti
L'istogramma mostrato sul display della fotocamera è calcolato sull'anteprima JPEG, non sui dati RAW. Per questo un istogramma che sembra bruciato in macchina può ancora contenere margine nel file RAW. È un'informazione prudente, non esatta.
Inoltre, l'istogramma non dice nulla su dove si trovano i pixel. Due immagini completamente diverse possono avere lo stesso istogramma. Va sempre letto insieme all'immagine, non al suo posto.
In sintesi
- L'istogramma mostra quanti pixel hanno ciascun valore tonale, dal nero al bianco.
- Accumuli ai bordi indicano alte luci bruciate o ombre chiuse; una distribuzione stretta indica contrasto basso.
- Livelli imposta nero, bianco e toni medi; per canale corregge le dominanti.
- Curve rimappa i toni liberamente: dove la curva è ripida il contrasto aumenta.
- Usate livelli di regolazione e 16 bit per correzioni forti e reversibili.